Harmonia.
Livello 3 · Corso 43

Contrappunto modale del Rinascimento

Lo stile Palestrina (prima pratica): modi ecclesiastici, linea melodica, contrappunto a 2 voci consonante, dissonanza rigorosa (ritardi, nota cambiata) e cadenze modali a 3-4 voci. Prosegue i corsi 13 e 10.

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Pause Culture · La polifonia vocale dello stile antico
Giovanni Pierluigi da Palestrina (v. 1525–1594)

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 ca.-1594) incarna l'ideale della polifonia sacra del Cinquecento: messe e mottetti a cappella, scritti per voci che devono poter cantare ogni…

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À retenir : Lo stile Palestrina non è una tonalità funzionale ma un'arte modale: la finalis e il modo, non una dominante, organizzano il brano; la consonanza è lo stato normale, la dissonanza un evento breve e regolato.

Lo stile Palestrina e la prima pratica

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 ca.-1594) incarna l'ideale della polifonia vocale sacra del Cinquecento: messe e mottetti a cappella, scritti per voci che devono poter cantare ogni linea senza sforzo. Tre qualità definiscono questo stile: la fluidità (ogni voce procede soprattutto per gradi congiunti, il flusso ritmico è continuo e regolare), il controllo assoluto della dissonanza (la consonanza è lo stato normale, la dissonanza un evento breve e regolato) e la cantabilità (intervalli naturali, ambito misurato, testo portato con chiarezza).

Si chiama stile antico — lo « stile antico » — la codificazione di questa maniera, che i compositori barocchi continueranno a insegnare come modello di rigore, in opposizione alla seconda pratica espressiva di Monteverdi. È questo stile antico che Johann Joseph Fux astrae in cinque specie nel Gradus ad Parnassum (corso 13). Il nostro corso fa il cammino inverso: là dove Fux riduce il contrappunto a una scala didattica (cantus firmus in valori uguali, riflessi spesso tonalizzati), torniamo alla materia viva — modale, con testo, dal ritmo flessibile — che le specie distillano. La differenza è di fondo: qui, nessuna tonalità funzionale, nessuna dominante-tonica, ma un modo (finalis, tenor) e cadenze modali.

Fu il musicologo danese Knud Jeppesen (The Style of Palestrina and the Dissonance, 1922; Counterpoint, 1930) a stabilire statisticamente le regole esatte del trattamento della dissonanza in questo repertorio: seguiamo la sua codificazione. Prerequisiti utili: il corso 13 (contrappunto per specie, Fux) e il corso 10 (i modi).